PUNTURE DI ZECCA E MALATTIA DI LYME

 

Dr. Adolfo Puglisi

 

La zecca, piccolo artropode di riscontro comune da parte di chi frequenta gli ambienti rurali dell’Appennino, (bosco, sottobosco e zone incolte), è il vettore di una zoonosi  che può colpire l’uomo, la malattia di Lyme.

Tale patologia prende il nome  dalla cittadina di Lyme nel Connecticut dove fu segnalata per la prima volta nel 1975 da Steere e coll. Il marker caratteristico dell’affezione è una lesione cutanea, l’eritema migrante (EM) che può essere seguito a distanza di settimane, mesi o anni  da un interessamento polidistrettuale con sintomatologia neurologica, cardiaca e articolare.

L’agente  causale è  la Borrelia Burgdorferi, una spirocheta veicolata dalle zecche del genere Ixodes; in particolare  Ixodes Ricinus è il vettore della malattia ( borreliosi ) di Lyme in tutta l’Europa.

Gli ambienti  tipici  della zecca (Ixodes) sono costituiti dalle  zone umide e ombreggiate del bosco,sottobosco e incolti; i periodi di maggiore attività  sono la tarda primavera (maggio-giugno) e l’inizio dell’autunno (settembre-ottobre): in tali periodi l’uomo può acquisire la malattia dai morsi delle ninfe infettanti; le forme adulte utilizzano invece  la cute dei cervidi  quale terreno per l’alimentazione e la riproduzione.

 

Quadro clinico

·                    Dopo un periodo di incubazione di 3-32 giorni,nella sede della puntura della zecca  compare una lesione non dolente , maculo-papulosa ,rossastra in periferia e più chiara al centro,l’eritema migrante (EM). Le sedi di più frequente localizzazione sono la coscia, l’inguine e l’ascella. Dopo pochi giorni dall’esordio dell’EM è possibile il riscontro sulla cute di altre lesioni morfologicamente simili alla prima: a testimonianza della  diffusione della malattia in tale fase sono presenti anche  malessere, astenia, febbre, artralgie e mialgie. Tale quadro sintomatologico,anche non trattato, recede spontaneamente dopo poche settimane

·                    Dopo parecchie settimane o mesi dall’esordio dell’EM circa il 15% dei soggetti sviluppa sintomi neurologici fluttuanti e variamente associati ma essenzialmente riconducibili a meningite, encefalite, nevriti dei n. cranici ( frequente la paralisi bilaterale del facciale ) e neuropatie periferiche sensitivo-motorie. Le alterazioni neurologiche usualmente regrediscono completamente entro pochi mesi. Solo l’8%  dei soggetti che hanno sviluppato EM presenta interessamento cardiaco, costituito da blocchi atrio ventricolari di vario grado.

·                    Dopo un periodo variabile da alcune settimane a due anni dall’esordio della malattia, circa il 60% dei soggetti sviluppa un quadro di conclamato interessamento  infiammatorio articolare  a carico delle grosse articolazioni con andamento intermittente molto simile all’artrite reumatoide.


 

Diagnosi

Sono elementi fondamentali per la diagnosi il dato anamnestico di  possibile contatto con zecche, la sintomatologia clinica, i test sierologici e soprattutto la coltura della Borrelia nei tessuti infetti.

 

Terapia

I dati della letteratura fanno ritenere che il rischio di infezione dopo puntura di zecca sia basso, ( non tutte le zecche sono infette e quelle infette non sempre trasmettono la malattia ): pertanto  non appare giustificata una antibioticoterapia  preventiva  in soggetti punti  ma asintomatici. La terapia antibiotica è indicata solo in soggetti sintomatici. In tale caso i farmaci di prevalente utilizzo sono amoxicillina, eritromicina somministrati per due-tre settimane per la prima fase della malattia,  oppure negli stadi più avanzati ceftriaxone o penicillina G per tre settimane.

 

Appunti di Pronto Soccorso

E’importante staccare al più presto la zecca: è dimostrato che se si interviene entro poche ore dalla puntura il rischio di infezione è praticamente nullo (1-3%). Non va strappata né estratta con l’aiuto del calore, petrolio o benzina ma deve essere afferrata con una pinza il più possibile vicino alla cute  e tolta tirando verso l’alto, effettuando contemporaneamente un movimento rotatorio. Se la rimozione non è corretta e rimane sotto la cute un frammento del rostro occorre estrarlo con ago sterile o con tecniche di piccola chirurgia ambulatoriale. La ferita va disinfettata e sorvegliata per un mese per individuare precocemente l’eventuale comparsa di eritema migrante. Nel caso in cui tale evenienza si verificasse è indispensabile sottoporre il problema all’attenzione di personale sanitario qualificato.

 

Prevenzione

·                    Indossare abiti chiari sui quali le zecche possano essere facilmente individuate

·                    Infilare i pantaloni negli stivali o in calzettoni e usare indumenti stretti alle caviglie e ai polsi

·                    Evitare di sdraiarsi sull’erba

·                    Individuazione  precoce ed eventuale rimozione dalla cute di zecche

 

BIBLIOGRAFIA

1.                  Basi Raz. Terapia 1990 XX,781-784

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5.                  Medicina Interna,1995, III, J.H. Stein, 2036-2042

6.                  Steere AC: Lyme disease, in Principles and Practice of Infectious Disease, 1985, 1343-9